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INAUGURAZIONE A.A. 2017 - 2018

Cerimonia di apertura dell’A.A. 2017/18

Intitolazione dell’Accademia
a
“Papa Alessandro IV” di Jenne

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             Il giorno 19 ottobre 2017 presso l’Hotel Green Park Madama in Castel Madama (RM) alla presenza delle autorità civili ed accademiche, si è svolta la cerimonia di apertura dell’Anno Accademico 2017/18.

Dopo aver illustrato le motivazioni dell’intitolazione mediante ampia descrizione della vita e delle opere dell’antico pontefice, si è proceduto all’intitolazione dell’accademia a Papa Alessandro IV di Jenne.

Dopo la presentazione a cura del Presidente Francesco Manti che ha inaugurato l’anno accademico, ha preso la parola il Sindaco di Jenne Giorgio Pacchiarotti, che onorato della dell’iniziativa, ha ringraziato gli astanti per la scelta dell’illustre cittadino jennese, ricordando la doppia veste del direttore scientifico quale Direttore didattico e parroco della Parrocchia di S. Andrea Apostolo in Jenne.

Con grande maestria e professionalità storica e di ricerca, i presenti sono stati resi edotti dalla scelta suddetta grazie alla vivace spiegazione prof. dr. Alberto Pichardo Gallardo, archeologo spagnolo che da diversi anni studia e fa ricerche intorno alla figura di Papa Alessandro IV, in particolar modo nella ricerca del suo sarcofago, che stante agli ultimi studi dovrebbe trovarsi all’interno della Chiesa cattedrale San Lorenzo in Viterbo .

Durante la sua esposizione egli ha istruito tutti i presenti sulla figura storico-politica del Papa, sulle ragioni storiche e culturali riguardanti gli interventi riferiti alle Università del suo tempo, e di come lo stesso abbia dato importanza all’istruzione e alla cultura mediante atti di governo concreti oltrechè di amore personale per il sapere quale fondamento di progresso umano e spirituale a cui l’uomo non può esimersi, pena l’ignoranza e la guerra.

La cerimonia è proseguita con la ratifica del gemellaggio tra l’Accademia “Alessandrina” e quella “Bonifaciana” mediante apposizione delle firme dei rispettivi presidenti Comm. Dott. Sante De Angelis e il prof. Francesco Manti D.O. Il rapporto tra le due istituzioni porterà quest’ultima a conferire il giorno 28 ottobre 2017 il Premio Bonifacio VIII nella sua quindicesima edizione, all’Accademia di Medicina Osteopatica.

L’intera cerimonia è stata allietata dalle note del Maestro Manuele Orati con la corale da lui diretta.

Il Senato Accademico nella sessione autunnale ordinaria, ha voluto arricchire il corpo dei docenti accademici con altri due eminenti professori. Pertanto il Preside ha dato lettura del verbale, nominando il Maestro Manuele Orati, docente della nuova materia Ascolto terapeutico e comunicativo in osteopatia, ed il professor dott. Massimiliano Catini in Psicologia clinica.

Tutto l’evento è stato ripreso dalle telecamere dell’emittente televisiva “Onda TV” media partner dell’Accademia di Medicina Osteopatica.

Il tutto si è concluso con un ricco buffet per festeggiare l’evento e il cinquantesimo compleanno del Fondatore e Preside, prof. dott. don Gaetano Maria SACCA’

Ci è gradita l’occasione a nome del Presidente e di tutta l’equipe Accademica di invitare chiunque lo volesse fare, a visitare la nostra Accademia sita in Castel Madama (RM), Via Empolitana Km 2,600; e la sede di Messina in Viale Boccetta, is. 374. 

“Ad multos Annos”                                                                               

  prof. Giuseppe CALLORI D.O.

Segretario Generale

 

Castel Madama lì, 20 ottobre 2017                                                                         

IL PUNTO SUL DDL "OSTEOPATICO" ALLA CAMERA

Articolo pubblicato sul quotidianosanità.it il 19 luglio 2017.

 

Gentile Direttore,
nelle ultime settimane si è dibattuto abbastanza sull'iter del Ddl 1324 sulle professioni sanitarie, approdato alla Camera dei Deputati dopo essere stato approvato dal Senato della Repubblica.
 
Questo al momento lo stato dell’arte dei lavori:
1. L'iter del Disegno di Legge risulta attualmente "in corso di esame in Commissione" e nessun voto è stato espresso dalla stessa commissione;
2. Al momento sono stati presentati circa 17 emendamenti riguardanti l'osteopatia, nessuno dei quali ancora messo in votazione, ai quali se ne potranno aggiungere degli altri;
3. Tra questi emendamenti ve ne sono due firmati da alcuni deputati del Partito Democratico (tra cui una fisioterapista), i quali a quanto pare non rappresentano la posizione ufficiale dello stesso partito, poiché al Senato lo stesso si è fortemente battuto per un'osteopatia autonoma, votando in tal senso. Uno tra questi, darebbe la possibilità ai soli medici e fisioterapisti di accedere al corso universitario in Osteopatia, ed addirittura subordinerebbe l'istituzione della professione ad un parere vincolante di un certo ente. Questa ed altre amenità (tipo quella che saranno udite solo le associazioni più rappresentative di fisioterapisti…), ci fanno capire lo stato di ignoranza che aleggia sulla nostra medicina manuale e gli interessi corporativi che vogliono fagocitarla.

Al momento risulta palese la contraddizione esistente nell'attuale maggioranza parlamentare alla Camera e al Senato, la cui "divergenza" in verità, rappresenta una prassi parlamentare spesso usata da chi, per interessi di parte, utilizza lo strumento della "navetta" per bloccare proposte legislative approvate da una camera o dall'altra.
 
Rispetto alle critiche a tali emendamenti, l'Anpo concorda con la tesi espressa dal Presidente dell'Accademia di Medicina Osteopatia Superiore in un recente articolo apparso sul suo quotidiano il 22 giugno 2017, ribandendo che l'associazione si batterà con ogni mezzo democratico affinchè la Camera approvi almeno il testo licenziato dal Senato, il quale, pur con alcune riserve, prevedere un percorso autonomo della formazione e della professione dell'Osteopata, così come deve e dovrà avvenire.
 
A tal proposito, l'Anpo lancia un appello a tutti gli osteopati ed alle associazioni di categoria più sensibili, affinchè si possa improntare una forte azione comune per difendere la nostra professione da appropriazioni indebite.
 
Dott. Giuseppe Forestieri D.O.
Presidente Associazione Nazionale Professioni Osteopati - A.N.P.O

 

http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=52766

news

L’osteopatia in campo sportivo. Il tema è stato affrontato da esperti a Montalbano Elicona (ME).

 

Orientarsi verso la medicina osteopatica“: è il titolo del convegno divulgativo-scientifico promosso dalla Accademia di Medicina Osteopatica Superiore (A.M.O.S.) in collaborazione con l’A.N.P.O., Associazione Nazionale Professionisti Osteopati e il Comune di Montalbano Elicona.

 

     Nel salone del castello svevo-aragonese del centro nebroideo, docenti e professionisti del settore si sono dati appuntamento per far conoscere meglio  le tecniche di trattamento osteopatico che può essere un valido supporto alle cure mediche generali.

L’osteopatia è infatti una metodica terapeutica e manuale che ha come obiettivo il riequilibrio funzionale e la cura delle disfunzioni del sistema neuro-muscolo-scheletrico. E’ considerata una medicina complementare che anche in campo sportivo può essere un valido supporto tecnico per gli atleti e le società in qualsiasi disciplina.

Al convegno, moderato dal giornalista di OndaTv Salvatore Pantano, dopo i saluti del sindaco Filippo Taranto e il presidente del consiglio comunale Fabio Truglio, hanno preso parte il prof. dott. don Gaetano Maria Saccà fondatore A.M.O.S. e docente universitario, il presidente della Amos, il prof. Francesco Manti, il Segretario Nazionale A.N.P.O. D.O. Paolo Cola e il prof. Giuseppe Forestieri presidente A.N.P.O che nel corso di una dimostrazione tecnico-pratica ha trattato le problematiche disfunzionali legate all’attività sportiv

L’evento è stato occasione anche per presentare il saggio del prof. dott. don Gaetano Saccà dal titolo  “L’olio della consolazione e il vino della Speranza” su cui ha relazionato lo psicologo Massimiliano Catini.

 

   All’evento ha preso parte anche il Sindaco di Floresta, Nello Marzullo, comune che ha avviato un grande progetto per la valorizzazione delle attività sportive.

L’A.M.O.S. (Accademia di Medicina Osteopatica Superiore), costituisce una solida realtà formativa nell’ambito dello studio della medicina osteopatica ed ha sede a Castel Madama, in provincia di Roma, a Salerno e a Messina. I Corsi di Medicina Osteopatica proposti dall’A.M.O.S. si articolano in cinque anni accademici per i diplomati e laureati in genere e tre per i medici.

Subito dopo il convengo, che anche quest’anno è stato seguito dall’emittente televisiva OndaTv, mediapartner dell’evento, presso il campo adiacente alla Palestra comunale di Montalbano Elicona si è svolto un momento atletico-sportivo e sociale con protagoniste due squadre amatoriali locali, tra queste la Basilikon, di Basicò, voluta fortemente dal presidente dell’A.M.O.S., il prof. Francesco Manti.

 

Articolo

 

http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=51978

 

 

A chi dà fastidio avere
osteopati bravi e autonomi?    

                                  Gentile Direttore,

                                                              come formatori in Osteopatia da più di 15 anni, siamo ben consapevoli dell'alta posta in gioco riguardante il futuro di questa medicina manuale. Non ci stupiamo quindi che il partito di maggioranza relativa (Il PD), al Senato, grazie alla pasionaria Emilia De Biasi (Presidente della XII Commissione Sanità) si batta ed approvi un testo (art. 4 del DDL 1324) che regolamenta l'Osteopatia come una professione sanitaria autonoma dalle altre, mentre alla Camera dei Deputati, la capogruppo PD in Commissione affari sociali, on. Donata Lenzi ed altri, ribaltino completamente il testo, emendandolo senza rispetto per gli Osteopati.

Infatti è ben noto che tale emendamento preveda che i futuri Osteopati possano divenire tali solo dopo aver conseguito una laurea in medicina o fisioterapia.

                Quale Presidente dell'Accademia di Medicina Osteopatica Superiore, già più volte in passato su questo giornale, ho avuto modo di spiegare cosa fosse la medicina osteopatica, e di come fosse ordinata autonomamente in tutti i paesi del mondo che la regolamentano: le mele non possono essere sommate alle pere. Da questo assunto che si insegna alle elementari, ricordo che le professioni sanitarie sopra menzionate rappresentano ognuna un frutto diverso, per cui è giusto che si debba proseguire nell'idea di un diverso ed autonomo percorso didattico-formativo per l'osteopatia. Il modello da seguire infatti, è quello della regolamentazione dell'Odontoiatra, definita figura sanitaria ma con un proprio percorso formativo.

 
Essendo il nostro un paese dove la libertà è tutelata dalla Costituzione, si deve continuare a garantire anche alle Accademie "private" di svolgere l'attività di formazione, ovviamente sottoponendole a controlli stringenti.

               La nostra però non è definibile un'attività "privata", ma di servizio pubblico, poiché siamo quelli che insieme ad altre scuole che insegnano secondo le linee guida dell'OMS, da anni colmiamo l'enorme gap che larga parte della politica italiana non si è mai sforzata di colmare: quello di formare bravi Osteopati in grado di aiutare a star meglio i cittadini italiani, ma soprattutto siamo quelli che sfornano e sforneranno i futuri docenti di osteopatia che insegneranno presso le tutte le università e accademie riconosciute.

Avere Osteopati autonomi e bravi dà fastidio a qualche gruppo di interesse? L'Amos auspica che i signori Deputati boccino questo ed altri emendamenti, affinchè il testo licenziato dal Senato venga approvato dalla Camera, poiché il riconoscimento dei titoli equipollenti, accanto ad una formazione osteopatica autonoma, rappresenta una battaglia per l'attuazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione.

            Facciamo un appello a tutte le scuole di Osteopatia in Italia affinchè si possa arrivare presto ad un fronte unico ed autonomo della formazione osteopatica, capace di elaborare un piano didattico nazionale di riferimento con regole comuni, tale da poter autorevolmente evidenziare e correggere talune ambiguità di certe associazioni di categoria che mischiano malamente la formazione con la rappresentanza sindacale, ed essere forti protagonisti nelle sedi istituzionali, affinchè il confronto sulla formazione sia di alto livello e possa tutelare il titolo degli osteopati presenti e di quelli futuri.  

Francesco Manti 
Presidente Amos

22 giugno 2017
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